Popular Backpack Brands

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Bloomberg scrive che quando l’azienda si è quotata in borsa, nel 2011, ha iniziato una diffusione capillare dei suoi punti vendita in Nord America: quattro anni e 200 negozi dopo ha deciso di fermarsi, John Idol, l’amministratore delegato, ha detto che l’azienda aprirà ancora pochi negozi nel continente e poi la presenza sarà ritenuta sufficiente, popular backpack brands Il piano iniziale era quello di aprire 400 punti vendita in America, per competere con il marchio rivale Coach (anch’esso americano e produttore di borse e accessori da donna), ma un’analisi della strategia commerciale ha fatto cambiare idea alla società. Non è infatti sempre vero che “più negozi ci sono più si vende”: è un approccio che funziona nel caso di fast food o di catene di negozi a basso prezzo, ma Michael Kors non rientra in queste categorie..

Gli esperti del settore si sono sempre riferiti al marchio come a un esempio di “lusso accessibile”: è meno caro delle marche di lusso, ma più caro dei marchi che si possono trovare nei centri commerciali, e per questo tipo di azienda la percezione popular backpack brands del prestigio è fondamentale (in Italia i prezzi di una borsa di Michael Kors vanno dai 125 euro circa ai 425 euro), Avere troppi negozi renderebbe il marchio troppo accessibile, e questo sarebbe controproducente: per convincere i clienti a spendere quei soldi per i propri prodotti, Michael Kors e le marche simili devono fare affidamento sulla propria reputazione e su un’immagine di minore accessibilità..

Bloomberg spiega che finora Michael Kors si è diffuso “in modo aggressivo” ed è stato spesso criticato per questo: ora che il marchio è espanso e popolare in tutta America potrebbe essere difficile tornare ad avere la percezione di suddetta esclusività, A danneggiare l’immagine e la percezione della qualità sono stati, sempre per Bloomberg, anche i frequenti sconti sui prodotti: non solo i prezzi sono stati abbassati dai rivenditori autorizzati che a volte vendono il marchio insieme ad altri nei reparti di qualche grande magazzino, ma gli stessi negozi di Michael Kors hanno cercato di abbassare i prezzi per competere tra di loro nelle vendite, Il rischio è che capiti quanto successo a Coach che ha esteso la sua catena di popular backpack brands outlet (negozi in cui vendeva a prezzi scontati le collezioni meno recenti) fino a quando questa non è arrivata a rappresentare circa il 70 per cento delle sue vendite e ha poi scelto di ridimensionarla, Kors spera invece di mantenere le vendite tramite i suoi outlet intorno a un quarto del totale..

Commentando i dati economici del secondo trimestre del 2015, Michael Kors, che è direttore creativo e fondatore del marchio, ha spiegato in una teleconferenza con gli analisti che al momento l’azienda e i suoi collaboratori stanno tagliando i prezzi per liberarsi degli arretrati delle vecchie collezioni e che nella seconda metà dell’anno Kors proverà a migliorare il settore online per aumentare le vendite. Al momento Michael Kors vende dal proprio sito solo in America, mentre in Europa fa affidamento a negozi come Zalando o Yoox, e ha sempre preferito investire in negozi fisici piuttosto che su internet.

In ogni caso, grazie all’apertura di negozi anche in altri continenti e non solo in Nordamerica, dove il rischio di saturare il mercato è alto, nel secondo trimestre del 2015 le entrate di Michael Kors sono cresciute del 6,9 per cento, fino a 1,13 miliardi di dollari: meglio della previsione degli analisti di 1,08 miliardi, anche se l’azienda ha detto che i popular backpack brands costi relativi al commercio online e all’apertura dei nuovi negozi hanno pesato sulle previsioni interne, che erano ancora più ottimiste..

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Nell'ultimo anno le vendite sono calate del 23 per cento, ma la casa di moda milanese – dicono gli esperti – può ancora riprendersi Chi sono le aziende che dominano il mercato dell'"eyewar", producendo montature per i maggiori brand: quattro sono italiane, ma qualcuno vuole cambiare regime Avrà un'unica linea di abbigliamento anziché tre e una nuova fabbrica in Inghilterra; e poi c'è la campagna pubblicitaria per Natale ispirata a popular backpack brands Billy Elliot.

In un recente articolo il Financial Times ha spiegato che la percezione che si ha della fotografia di moda sta cambiando: le foto che vengono commissionate solitamente per i servizi di moda delle riviste specializzate, o per le pubblicità di un marchio, non sono più considerate semplicemente popular backpack brands prodotti commerciali, ma vengono sempre più spesso stampate e vendute come opere d’arte fotografica, anche a prezzi molto alti, soprattutto a una generazione di collezionisti giovani, Per fare due esempi: una foto del fotografo americano  Steven Meisel può costare più di 50 mila euro, mentre una dell’inglese  Nick Knight può arrivare a costare anche 105 mila euro..



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